27 Maggio 2014
Scritto da
Enrico Carotenuto
Non
importa quale sia il paese, nè quale sia la stanza. Non importa neanche
se il dialogo ci sia effettivamente stato, o sia stato tra due, o venti
persone. Il risultato è lo stesso.
Con il
risultato elettorale di queste europee, la strategia che descriviamo da
anni su queste pagine, comincia a diventare talmente palese, che diventa
difficile pensare che una scena simile non si sia effettivamente vista
da qualche parte, ieri.
Tutto
secondo i piani: Il parlamento europeo saldamente nelle mani dei
cristiano-democratici di Juncker, e della finta alternativa Schultz, con
una crescita degli euroscettici, che hanno finalmente il peso giusto
per continuare a fare da fattore K per molto, molto tempo.
Il
ridimensionamento delle ambizioni dei 5 Stelle rientra perfettamente
nella strategia: un buon fattore K non può essere troppo grande, deve
avere le giuste dimensioni: Deve essere grande abbastanza da mettere
paura alla maggioranza dell'elettorato, e abbastanza piccolo e/o isolato
da non poter mai contare veramente. Difatti la strategia del fantastico
duo in testa ai 5 stelle non è stata altro che uno sfrondamento
continuo di dissidenze, di libertà, di coralità, di coerenze, che ha
disamorato molti simpatizzanti, quelli più attenti, che si sono chiesti
dove stavano le differenze con gli altri, e dove stava un minimo di
democrazia. Allo stesso tempo, però, ha creato un solido zoccolo di
fideizzati, al quale può dire e fare qualsiasi cosa, tanto quelli
applaudiranno sempre.
Ma
d'altronde non si poteva permettere che il 5 stelle crescesse nella
maniera corretta, altrimenti avrebbe rischiato seriamente di prendere il
potere. Gli autogol di Grilleggio non possono essere semplici errori di
valutazione. Magari, sforzandomi molto, posso credere
all'inconsapevolezza di Beppe. Non a quella di Casaleggio. A questo
punto mi chiedo se Beppe terrà fede alla sua boutade ("Se perdo mi
ritiro dalla politica"), o se semplicemente continuerà a fare come tutti
gli altri politici della storia: fregarsene della coerenza. Giusto il
tempo di chiedermelo, e già mi dò la risposta: dubito che non lo vedremo
fare il tour della vittoria cantata anche alle prossime elezioni.
Fattore
K, dicevamo, che ha funzionato alla grande, spingendo il PD verso il più
grande risultato della sua storia. Roba da mettersi le mani nei capelli
e sbattere la testa contro il muro. Abbiamo gia esplicitato abbastanza
come quest'ultimo partito non sia altro che l'espressione più diretta
delle volontà della vincente piramide gesuito-massonica, che è comunque
dietro tutta l'offerta politica che conta.
Dietro
troviamo le stesse mani, davanti troviamo da una parte il baubau
ringhiante contro tutto, tranne contro certi temi che non si toccano, se
non a parole, dall'altra il bonaccione che ti dà 80 Euro, ma si vende
la tua sala da pranzo e gli ori della nonna. Dato l'attuale stato della
coscienza politica degli italiani, l'esito era scontato.
Il testo di questa vecchia canzone va bene per descrivere più d'uno dei concorrenti alle elezioni.
Chi ci ha messo in mano le carte elettorali da scegliere, ringrazia sghignazzando.
C'è da
dire che al momento però il gruppo degli euroscettici altro non è che
un'accozzaglia di anime molto diverse tra loro. Non c'è una direzione,
non c'è un gruppo saldo e forte. Ci sono solo dei gruppi principali, che
non hanno molto in comune. Il risultato più clamoroso è l'affermazione
dell'UKIP di Farage come primo partito della Gran Bretagna. L'altro è il
risultato del Front National della Le Pen in Francia.
E la Le Pen?
Intanto,
occorre ricordare che queste sono solo elezioni europee, quindi
significano poco, dato che il parlamento europeo decide molto poco.
Poi non
si può escludere la volontà di mettere un bastone tra le ruote tedesche,
lo scardinamento di un gioco di equilibri interni alle piramidi che
gestiscono l'affaire UE. Insomma, una sorta di avvertimento che si può
portare avanti o far sgonfiare alle elezioni che contano un po' di più:
quelle nazionali.
Una cosa
da notare, è come i 5 stelle siano strumentali sia in Italia che in
Europa, limitando ed incanalando il dissenso in entrambi gli scenari. Da
noi hanno fatto il massimo per alienare quella parte di elettorato che
li avrebbe potuti far vincere, mentre in Europa hanno subito rifiutato
la richiesta di collaborazione che è arrivata dagli altri euroscettici
dei paesi maggiori: Francia e Gran Bretagna. Come a dire: il venti per
cento si, ma diviso, per carità.
Comunque
sia, il risultato di queste elezioni, è che tutto ciò che conta per chi
conta, è esattamente come prima. Lo stesso potere centrale è in sella, e
gode del compattamento dei fronti pro-europeisti dovuto alla crescita
del fattore K (che è stata permessa e gestita dallo stesso potere).
Tanto è vero, che i mercati di tutta Europa hanno festeggiato giubilanti
il risultato elettorale.
Quindi?
Quindi,
invece di pensare a queste grandi manovre, che come vedete sono molto
ben studiate, pensiamo a cambiare quello che possiamo cambiare
veramente, ovvero noi stessi e quello che abbiamo a portata di mano.
Facciamo lo sforzo di mettere una goccia d'amore in più nelle situazioni
che ci vengono incontro, specialmente in quelle situazioni dove proprio
non ci verrebbe di mettercela. E vediamo se facendo così si modifica il
flusso degli eventi che ci viene incontro. Scommettiamo che cambia?
Questo è l'unico modo reale di cambiare in meglio la nostra vita. Quando
questa pratica quotidiana sarà portata avanti da un numero sufficiente
di individui, vedremo dei cambiamenti veri nella società, ed il
ridimensionamento drastico delle piramidi del potere. Fin quando ciò non
si verificherà, continueremo a trovarci davanti contenitori diversi, ma
pieni delle stesse sostanze venefiche, e sedicenti salvatori della
patria.
Fonte: http://coscienzeinrete.net/politica/item/1948-tutto-secondo-i-piani